UNIREC: festeggia i suoi venti anni e si prepara a un futuro fra luci ed ombre

Presentato a Roma l'8° rapporto dell'Unione nazionale imprese a tutela del credito che unisce 211 imprese. I dati indicano la crescita del fatturato ma anche la compressione dei margini di utile e la sofferenza di alcune aziende del comparto. Il nodo fondamentale degli NPL...

FONTE MERCURIOMAGAZINE.COM

 

di Fabrizio Lodi

 

ROMA- Venti anni di vita. Un momento importante di riflessione su quello che è stato fatto e quello che in futuro bisognerà prepararsi ad affrontare: l’occasione è stata quella della presentazione dell’VIII Rapporto dell’Unirec (Unione nazionale imprese a tutela del credito, aderente a Confindustria).

L’associazione racchiude 211 imprese ed ha appunto festeggiato i due decenni dalla sua fondazione ripercorrendo i momenti significativi della sua nascita e sviluppo.

Il meeting è stata anche l’occasione per sancire il passaggio di consegne fra il presidente uscente, Marco Pasini, e il nuovo Francesco Vovk.

“I dati raccolti - sottolinea Marco Pasini, presidente uscente di Unirec - indicano una significativa crescita del fatturato del comparto, ma va detto che nel 2017, oltre al classico mercato del services, si riscontra una crescita dei servizi a supporto della gestione dei crediti NPL emersi dalle crisi bancarie degli ultimi anni, con una impennata dell’area corporate di valore più elevato rispetto a quella consumer. Tutto questo evidenzia ancora di più l’importanza del settore per il paese e la sua economia, troppo spesso oggetto di osservazioni critiche che non colgono l’importanza di un circuito virtuoso del credito, che vuole e deve realizzarsi all’interno di un rapporto costruttivo con la parte più debole, il debitore”.

 

LASCIAMO PARLARE I NUMERI

Il rapporto presentato ha fotografato un mondo, quello del recupero crediti, che sta cercando di scrollarsi di dosso vecchie etichette non esattamente lusinghiere percorrendo la strada della trasparenza e di un rapporto sempre più etico sancito da accordi con le associazioni dei consumatori.

Nell’Auditorium della Confcommercio all’Eur sono stati snocciolati tanti numeri, ecco i più significativi, Le imprese associate nel 2017 hanno gestito circa 35 milioni di pratiche, di queste oltre 12 milioni sono state recuperate (il 34 per cento).

A livello di importi, i crediti affidati sono in costante crescita dal 2011 (+89 per cento in sei anni) per un valore di 71,4 miliardi di euro (+3 per cento circa rispetto all’anno prima). Di questi, sono stati riscossi 7,5 miliardi di euro rispetto agli 8,1 miliardi del 2016. Il valore medio dei crediti gestiti tocca 2.039 euro (+4,7 per cento rispetto al 2016).

Nel Centro-Sud si concentra oltre il 62 per cento delle pratiche e il 65 per cento degli importi affidati per il recupero. Lombardia, Lazio, Campania e Sicilia ai primi posti per numero di pratiche (con una quota complessiva del 47,7 per cento) e per portafoglio crediti da gestire (49,8 per cento). Maglia rosa per performance a Trentino-Alto Adige e Valle d’Aosta (23 per cento e 17 per cento di recuperato). Buoni risultati per Friuli Venezia-Giulia e Lombardia (a pari merito a quota 14 per cento), Liguria (13 per cento, in aumento di quasi tre punti percentuali in un anno) e Sardegna (12 per cento).

 

NPL: CROCE E DELIZIA

Il fenomeno degli NPL incide molto sul settore: pesano per il 45 per cento sugli importi gestiti dalle aziende Unirec con un valore di circa 32 miliardi di euro, nel 2017 cresce del 20 per cento su base annua sia il numero delle pratiche affidate sia il loro importo.

Nel 2016 i ricavi per recupero crediti delle imprese Unirec sono cresciuti del 9,9 per cento, attestandosi a 667 milioni di euro (+60 milioni sul 2015), ma gli utili risultanti dai bilanci 2016 testimoniano una frammentazione sulla redditività conseguita dalle imprese del settore: a fronte di 127 imprese che hanno utili compresi tra lo 0 e l’1 per cento, solo una impresa ha utili superiori al 10 per cento del fatturato e ben 49 risultano in perdita.

Il segretario generale di Unirec, Michela De Marchi, al riguard ha com mento: “La forte presenza di crediti NPL comporta un aumento degli importi affidati e congiuntamente una riduzione del valore del recuperato, stante la loro caratteristica di prodotti complessi e sicuramente meno performanti rispetto ad altri prodotti con aging più contenuto. Questa situazione determina un deciso innalzamento della provvigione media, calcolata sull’insieme di tutti i prodotti gestiti.

“In questo contesto si innesta un generale aumento dei costi di gestione sostenuti dalle imprese del settore, dovuti in buona parte alla esigenza di elevare il livello professionale dei propri addetti e della propria struttura organizzativa, per conformarsi a precetti sempre più stringenti ed impattanti nello svolgimento della attività quotidiana, si pensi anche solo al nuovo Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR).

“Da questo scenario emerge un quadro del settore particolarmente segmentato in termini di profittabilità, con l’evidenza di un crescente numero di imprese che faticano ad ottenere un adeguato livello di compensi rispetto ai costi che una moderna impresa di tutela del credito è chiamata a sostenere, dove solo una impresa, sul campione delle 211 analizzate, denota utili superiori al 10 per cento rispetto al fatturato 2016”.

 

FORTE PRESENZA ANCHE DEL SETTORE BANCARIO FINANZIARIO

Forte la presenza anche del settore bancario-finanziario (28 per cento, per un valore quasi di 20 miliardi, il 50 per cento dei quali fa riferimento a posizioni post “beneficio del termine”, in cui i contraenti sono tenuti a rimborsare l’intero ammontare in un’unica soluzione) e il settore delle utilities (14 per cento e un valore di circa 10 miliardi), che invece – in termini di pratiche affidate – scarta una posizione e raggiunge il 23 per cento.

Nell’ambito del settore bancario-finanziario, i crediti post cessione, gestiti quindi dalle aziende Unirec per conto degli originator del credito, sono quelli che hanno migliorato di più la loro performance, sia in termini numerici (dal 6,0 per cento del numero di pratiche recuperate nel 2016 al 24,6 per cento nel 2017) sia di importi recuperati, che dal 2,4 per cento salgono al 5,6 per cento.

Cresce il ruolo della PA, per pratiche affidate (passate dall’1,7 per cento del 2016 al 3,6 per cento del 2017 sul numero complessivo di pratiche) e per importi affidati dal settore pubblico per il recupero (2,3 miliardi di euro), che nel 2016 non raggiungevano nemmeno l’1 per cento e nel 2017 si attestano al 3,2 per cento (+2,1 miliardi di euro l’aumento in valore in un anno).

La PA è il committente per cui si registra il maggior tasso di recupero degli importi (il 28,9 per cento), seguita dal settore commerciale (con circa un quarto degli importi recuperati sul valore complessivo dei crediti del committente) e assicurativo (con una quota del 21,8 per cento).

Cresce la quota di crediti business to business affidati alle aziende Unirec (dal 9,3 per cento del 2016 al 22 per cento del 2017) e raddoppia in termini di importi (dal 17 per cento al 34 per cento).

Aumentano le pratiche affidate ed i volumi proprio in relazione all’emersione di crediti corporate per effetto delle note crisi bancarie che hanno riguardato più istituti nel corso del 2017. La performance passa dal 18 per cento del 2016 al 9,3 per cento del 2017. Si riducono le pratiche business to consumer sia in numero (dal 91 per cento del 2016 al 78 per cento del 2017) sia per crediti affidati (dall’83 per cento al 66 per cento).



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